La corretta alimentazione nell’infanzia
L’obesità infantile è un problema di notevole rilevanza sociale ed è un fenomeno in preoccupante crescita. In Italia colpisce 1 bambino su 4. Non solo: il 30% dei bambini obesi soffre di malattie che un tempo colpivano solo gli adulti, come l’ipertensione ed il colesterolo alto.
Spesso ci preoccupiamo quando i nostri bambini mangiano poco, raramente quando mangiano troppo. È bene sapere che una iperalimentazione nei primi mesi di vita è la causa dell’aumento del numero e del volume delle cellule di grasso che predispone, da adulti, all’obesità e determina una maggiore difficoltà a ridurre il peso.
È quindi fondamentale intervenire durante l’età evolutiva e non illudersi che i chili di troppo possano scomparire con lo sviluppo.
LA CORRETTA ALIMENTAZIONE NELL’INFANZIA
Le principali cause dell’eccesso ponderale nell’infanzia sono:
- L’alimentazione scorretta e squilibrata;
- La sedentarietà e la ridotta attività fisica;
- La familiarità.
I fattori alimentari non sono l’unica causa possibile dell’obesità, bisogna tener conto anche dell’ereditarietà: il 25% dei bimbi ed adolescenti in sovrappeso ha un genitore obeso mentre la percentuale sale al 34% in caso di obesità di entrambi i genitori.
I genitori devono costituire un esempio: sono in particolare i comportamenti delle mamme a condizionare le scelte alimentari dei figli, per questo è doveroso educare il bambino ad una dieta corretta e più salutare. Il primo passo è quindi modificare le abitudini alimentari, lo stile di vita ed i comportamenti scorretti dei genitori: così facendo si possono ottenere ottimi benefici per tutti i componenti della famiglia.
Per quanto riguarda la terapia dietetica dell’obesità infantile lo scopo essenziale è attuare una modificazione dello stile di vita assumendo alimenti che provocano un elevato senso di sazietà e favoriscono il raggiungimento di un corretto rapporto fra peso e statura.
È bene intervenire subito: se il piccolo tende ad aumentare di peso non bisogna aspettare che ingrassi troppo. È possibile modificare il peso e l’alimentazione del bambino con una dieta normocalorica, non troppo restrittiva e senza regole rigide: basta adottare semplici accorgimenti e, una volta sensibilizzati i genitori al problema, occorrerà proseguire sulla corretta linea.
Ecco alcuni consigli di natura pratica:
- Abituare il bambino a 3 pasti regolari al giorno (colazione, pranzo e cena) intervallati da uno spuntino a metà mattina ed una merenda pomeridiana. Evitare che il bambino mangi fuori orario.
- Non insistere mai se il bambino è sazio o non ha molta fame.
- Eliminare da cucina e frigorifero i cibi tentatori (merendine, succhi di frutta…) e sostituirli con alimenti più idonei (frutta, yogurt…).
- Evitare che il bambino mangi troppo in fretta, così facendo non si sazia.
- Preferire i cibi fatti in casa ai prodotti confezionati.
- Eliminare i piatti più elaborati sostituendoli con pietanze cucinate in modo semplice, senza troppi condimenti; abituare il piccolo ad assumere più frutta e verdura che sono ricche di fibre, riempiono lo stomaco e rallentano l’assimilazione delle sostanze introdotte.
- Non usare mai il cibo come premio.
- Ridurre il tempo dedicato a televisione e computer a favore di attività più dinamiche.
- Abituare il bambino ai giochi all’aperto è importante per un corretto sviluppo e, con il movimento, brucerà molte calorie.
- Favorire una regolare attività sportiva cercando di assecondare le preferenze del bambino (bicicletta, calcio, nuoto…).
L’obiettivo primario della terapia nell’obesità infantile non è la perdita di peso immediata, ma la capacità di controllarsi sostituendo la dieta “restrittiva” con una dieta a “compiti” con semplici regole che prevedono la “trasgressione”, ossia il potersi concedere ogni tanto i cibi preferiti. La trasgressione va preventivamente programmata, il bambino deve poter scegliere il cibo che preferisce nel rispetto di una alimentazione corretta. È un percorso più lungo, non facile, ma possibile.
L’obesità è una malattia, quindi, la gestione di un programma alimentare deve essere affidato ad operatori specializzati (medico, dietista, psicologo) che si faranno carico della persona nella sua globalità. Tuttavia sono i genitori ad avere il ruolo più importante. La consapevolezza del danno che l’obesità può arrecare alla salute del proprio figlio deve portare i genitori a correggere abitudini alimentari scorrette consolidate nel tempo. Può essere un compito arduo, ma non impossibile. Occorre puntare sul coinvolgimento e non sui divieti, cercando di non colpevolizzare il piccolo se qualche volta cede alle tentazioni e non fare del peso un’ossessione.
Soffermiamoci ora su un esempio di menu equilibrato.
COLAZIONE. Latte parzialmente scremato, fette biscottate o pane con un velo di marmellata oppure un piccolo panino con affettati magri
METÀ MATTINA. Frutta di stagione.
PRANZO. Pasta o riso preparati secondo le vostre abitudini escludendo i grassi aggiunti, verdure crude di stagione a volontà.
MERENDA. Frutta di stagione o yogurt, in alternativa un piccolo gelato alla frutta.
CENA. Carni magre o pesce, verdure cotte a volontà, un panino
Usare per condire al massimo 4 cucchiaini al giorno di olio di oliva possibilmente a crudo.
Concludiamo con qualche accorgimento che non priverà eccessivamente il vostro bambino pur consentendo una nutrizione sana ed equilibrata:
- Sostituire la pizza con la pasta.
- Il formaggio va assunto 1 o 2 volte alla settimana.
- I dolci che rappresentano la “trasgressione” vanno limitati nella frequenza e nella quantità ma vanno inseriti per evitare la perdita di controllo e l’abbuffata innescando tutti quei meccanismi di ordine psicologico (es. sensi di colpa che seguono l’abbuffata) che portano ad un disordine alimentare deleterio per la linea e per la salute.
È doveroso quindi assecondare le preferenze del bambino e orientare l’alimentazione di conseguenza nel rispetto di un’alimentazione sana, equilibrata e variegata.
Dott.ssa Rita Sironi
Dietista libero professionista.
Specialista in disturbi del comportamento alimentare.
Obesità, diabete e malattie del ricambio.
Obesità infantile.